Il cambio di denominazione da Basket Brescia a Pallacanestro Brescia è solo una minima parte del processo di rivoluzione iniziato dalla Leonessa in questa estate così atipica. Rispetto alla passata stagione tra i pochi punti di continuità ci sono la partecipazione all’Eurocup, la terza consecuitva, e la presenza in panchina di Vincenzo Esposito, che come sempre ha avuto voce in capitolo anche per dettare la linea sul mercato. Il roster della Germani sarà però profondamente diverso, dopo gli addii annunciati di Lansdowne, Abass, Ken Horton e quello praticamente ufficiale di Tyler Cain, destinato probabilmente a Pesaro. Il quintetto sarà dunque completamente stravolto, considerando che per la prima volta da molto tempo Luca Vitali partirà come sesto uomo di lusso, così come il rientrante Christian Burns e l’eterno David Moss. Il grande ruggito sul mercato della Leonessa è stato il colpo Drew Crawford, che abbiamo imparato ad apprezzare in Serie A nella sua stagione da MVP a Cremona, mentre il resto del parco straniero è stato composto con dei debuttanti per il nostro campionato, con alle spalle più o meno esperienze europee, ma pur sempre delle scommesse.
Kenny Chery
Playmaker canadese classe 1992, prodotto dell’Università di Baylor, non scelto al draft NBA del 2015 dopo un’ultima stagione al college da 11.3 punti e 4.1 assist a partita. Lo scorso anno a Nanterre ha chiuso a 14 punti di media in regular season, col 36% da 3 e addirittura il 96% ai liberi, a cui ha aggiunto 1.3 recuperi e 4 assist.
Chery occuperà lo spot di playmaker titolare nella rotazione ideale di Esposito, e sembra essere il profilo giusto per compensare le lacune di Luca Vitali: Il canadese è infatti un giocatore prettamente offensivo, capace di costruire soluzioni più per sé stesso che per i compagni, maggiormente con il suo tiro da fuori e dal palleggio, mentre in avvicinamento soffre un po’ di più. La mancanza di centimetri (appena 180) è sicuramente un limite, ma rimane un giocatore forte nella parte superiore del corpo e che può assumersi delle responsabilità anche in difesa. Il ruolo principale di Chery sarà comunque quello di riferimento offensivo insieme a Crawford, e soprattutto rappresenterà un’alternativa a quello che è stato Vitali in cabina di regia nelle ultime stagioni, poiché nel bene (la struttura fisica che forza spesso cambi difensivi e la capacità di mettere in ritmo i compagni) e nel male (la scarsa costanza al tiro), il playmaker italiano è l’esatto opposto come caratteristiche rispetto al suo nuovo competitor nel ruolo di point guard.
Tyler Kalinoski

Altro classe ’92, nativo dell’Ohio, Kalinoski è sbarcato in Europa nel 2015 dopo quattro anni in NCAA a Davidson, con cui ha concluso il suo ultimo anno al college a oltre 16 punti e 4 assist di media col 43% da 3. Dopo le esperienze in Francia, Grecia e Belgio, arriva in Italia dai turchi del Bandirama dopo una stagione da 11 punti, 4 rimbalzi e 4 assist, col 42% dall’arco e l’82% in lunetta in 27 minuti di impiego.
Si tratta di un profilo molto diverso da quello che andrà a sostituire, ossia quello di DeAndre Lansdowne, che è stato il primo violino dell’attacco della Germani nella passata stagione. Kalinoski è infatti un giocatore molto più di sistema, che può dare un buon contributo in diversi momenti della partita: il suo pregio principale è probabilmente il catch-and-shoot, specialmente dagli angoli, ma può far soffrire le difese anche muovendosi lontano dalla palla o giocando il pick n’roll, avendo anche le visioni e le letture da playmaker aggiunto. In difesa sa farsi valere sia con la stazza, che gli permette di switchare spesso e volentieri sulle ali, sia con la lettura delle linee di passaggio, mentre nell’uno contro uno può andare in sofferenza contro gli esterni più rapidi. Con l’arrivo di Crawford da ala piccola, le esigenze di Esposito nel ruolo di guardia erano molto diverse rispetto a quelle della passata stagione, e Kalinoski sembra avere la giusta esperienza e skill set per poter diventare un giocatore importante anche in Italia.
TJ Cline

Texano di 26 anni, Cline è stato portato in Europa dal Galatasaray, che però lo ha girato subito agli israeliani dell’Hapoel Holon. Il suo minutaggio è aumentato di anno in anno, e la scorsa stagione ha concluso con 13 punti e 6 rimbalzi abbondanti di media a partita, tirando con quasi il 39% da 3 e il 63% ai liberi. Cifre simili a quelle totalizzate nel quadriennio in NCAA con Richmond, chiuso a 14 punti e 5 rimbalzi, con percentuali leggermente più basse da fuori e più alte ai tiri liberi.
Ala grande di 2.06, Cline unisce alla fisicità la capacità di mettere la palla per terra, di giocare sul perimetro e buone doti di passatore. Un pacchetto pressoché completo, a cui va aggiunta la sua grande energia nel muoversi costantemente sui due lati del campo, per prendere posizione e andare a rimbalzo, che probabilmente lo porterà spesso in lunetta, dove le percentuali sono da aggiustare. Non bisogna però dimenticare che queste valutazioni si basano su una sola esperienza ad alto livello europeo, in cui ha si mostrato cose interessanti anche in Champions League, ma pur sempre all’interno di un solo contesto, in cui si è guadagnato gradualmente minuti col passare delle stagioni. Brescia avrà invece bisogno di un adattamento molto più rapido, perché verosimilmente, per come è stato composto il reparto dei lunghi, avrà biosgno di un rendimento costante per 28-30 minuti. Qualora dovesse confermare quanto fatto con la maglia di Holon, Cline potrebbe essere uno dei lunghi più interessanti in vista della prossima stagione e l’uomo giusto per essere il 4 titolare di questa Brescia.
Dusan Ristic

Centro serbo classe 1995, Ristic arriva in Italia in prestito dalla Stella Rossa, con cui non ha mai trovato grande spazio in prima squadra, né prima né dopo i quattro anni al college ad Arizona, con un’ultima stagione da 12 punti e 7 rimbalzi a partita. Lo scorso anno invece in VTB con gli Astana Tigers doppia doppia di media da 16+11 rimbalzi in 32 minuti di utilizzo, con massimi da 30 punti e 18 rimbalzi contro squadre di Eurolega come Zenit e Khimki.
Non è facile capire quale può essere l’impatto di un giocatore con così poca esperienza europea nel nostro campionato, ma sulla carta per qualità fisiche e tecniche può essere il centro ideale per il gioco di Vincenzo Esposito. Si tratta infatti di un big man con chili e centimetri importanti, a cui unisce anche una buona mano dalla media e soprattutto ottima visione di gioco, quasi da potenziale point center che tanto vanno di moda nel basket odierno. La sua arma offensiva principale rimane comunque il post basso, da cui si costruisce gran parte dei suoi tiri grazie a un ampio bagaglio di soluzioni, ma sta migliorando molto anche come finalizzatore sul pick n’roll. In difesa soffre per la mancanza di mobilità sui cambi, ma con la sua fisicità riesce a proteggere bene il ferro e ad andare a rimbalzo. Avere un ruolo di primo piano in una squadra ambiziosa di Eurocup sarà un passo importante per la carriera di Ristic, che vuole dimostrare di poter essere un giocatore di livello superiore. Per Brescia rimane una scommessa piuttosto azzardata, ma col potenziale per far fare il salto di qualità a un progetto tecnico intrigante e con grande margine di crescita durante la stagione.
Giovanni Valenzasca