Ciò che ho visto in Jude è che gara dopo gara porta sempre più in alto l’asticella delle sue prestazioni. Ho la sensazione che migliori continuamente. Sta diventando sempre più abituato al campionato e alle posizioni in cui gioca. Non è soltanto essere concentrati sul gioco, ma sull’aiutare la squadra a vincere. Mi ha sorpreso quanto sia mentalmente forte, non si arrende mai. Ogni errore per lui è un’opportunità di imparare”.
Parola di Pep Clotet, il tecnico catalano del Birmingham City, diretto responsabile del lancio e dell’immediata esplosione di Jude Bellingham. È notizia di poche ore fa il suo trasferimento ufficiale al Borussia Dortmund per 23 milioni di euro, che possono diventare 26 con i bonus, e lo mettono al quinto posto tra gli gli under 18 più pagati della storia, dietro ai brasiliani del Real Madrid Vinicius, Rodrygo e Reinier e ad Alexandre Pato, che arrivò al Milan nel gennaio 2008. Sono bastate 40 partite in Championship con i Blues per guadagnarsi le attenzioni dei grandi club di Premier League, ma la sua scelta è ricaduta sui gialloneri, per seguire le orme di altri talenti britannici sbarcati in Bundesliga. Ma Jude Bellingham ha il potenziale per valere questo investimento e per fare un percorso simile a quello di Sancho?

Identikit
Nome: Jude Bellingham
Data di nascita: 29 giugno 2003
Nazionalità: Inghilterra
Squadra: Borussia Dortmund
Ruolo: centrocampista
Altezza: 1.80 m
Piede preferito: destro
Valore di mercato (transfermarkt): 11 mln €
Analisi
La definizione di “box to box” viene spesso usata a sproposito quando si parla di centrocampisti inglesi, ma vedendo giocare Bellingham sembra calzare a pennello. In questa stagione infatti ha ricoperto diversi ruoli, ma sempre con la stessa intensità e qualità in entrambe le fasi. La sua posizione di partenza preferita è comunque sul centrosinistra, che sia da esterno o da interno nel 4-4-2 di Clotet, che lo ha utilizzato spordicamente anche sulla fascia destra.
La costante nel suo gioco, indipendentemente dal ruolo, è una tecnica individuale decisamente superiore alla media: la sua abilità di tenere il pallone incollato al piede e dribblare ad alta velocità in conduzione è già di altissimo livello, soprattutto se unita alla capacità di difendere il possesso grazie al suo fisico longilineo e alle sue gambe smisurate. Oltre al dribbling, un’altra sua grande qualità è l’inserimento senza palla e l’incisività negli ultimi metri, che gli hanno fruttato 4 goal e 3 assist nell’ultima stagione in Championship, numeri importanti per un 17enne, che avrà sicuramente ereditato qualcosa da un padre bomber da più di 700 reti in Non League, il sistema dilettantistico del calcio inglese.
Il passaggio immediato al professionismo ad un livello alto è invece un plus per la carriera di Jude, che è stato costretto a tenere sempre alta l’attenzione e l’intensità anche in fase difensiva, in cui è migliorato molto a detta di chi lo ha visto anche nel settore giovanile, sia nella pressione che nei ripiegamenti. Il suo meglio lo offre comunque in fase di possesso, anche se ha ancora margine di miglioramento nella gestione: non tanto nella tecnica nel passaggio, che è piuttosto buona, quanto nella capacità di scegliere il timing giusto, tanta è la fiducia nel proprio dribbling, che lo spinge spesso a un tocco di troppo. I numeri gli danno comunque ragione: su 4 dribbling per partita, ha completato quasi il 60% dei tentativi, e anche le percentuali di duelli individuali vinti sono simili, a testimonianza della sua completezza e della sua capacità di incidere in tutte le fasi del gioco, e danno anche un’idea della sua intelligenza nello stare in campo e nel fare le cose giuste nel modo giusto. Il suo fisico lo aiuta in termini di centimetri e di struttura, ma gli manca ovviamente forza e anche un po’ di malizia per essere veramente dominante.

Pro
• completezza
• dribbling
• controllo di palla
• intensità
Contro
• gestione di palla
• forza fisica
Prospettive future
A differenza del già citato Sancho e di altri giovanissimi talenti inglesi che hanno scelto la Germania per proseguire la loro carriera, Bellingham ha alle spalle già una buona esperienza a livello di prima squadra e in un campionato duro e di livello alto come la Championship. Ovviamente non è ancora un giocatore formato, ma questo paradossalmente risulta più un pro che un contro, anche nell’immediato futuro: ha già dimostrato infatti di imparare molto in fretta e di avere la testa giusta per stare già coi grandi e fare la differenza. Deve migliorare ancora soprattutto nella gestione delle energie, perché spesso fatica a scalare le marce all’indietro, ma per completezza, qualità tecnica, lettura del gioco, competitività e compatibilità coi ritmi alti della Bundesliga ha tutte le carte in regola per provare a ritagliarsi uno spazio fin da subito, in una squadra perfetta per crescere e che lo ha voluto fortemente, come confermato dal direttore sportivo del Borussia Dortmund Michael Zorc. Non sappiamo ancora se Bellingham varrà mai l’investimento da quasi 30 milioni, ma la sua traiettoria al Westfalenstadion potrebbe essere qualcosa di veramente speciale, un po’ come la canzone scelta dal club per dargli il benvenuto, e che, senza grande sforzo di fantasia, intonerà anche la Sudtribune per accompagnare le sue giocate: Hey Jude, don’t be afraid, you were made to go out and get her.
Giovanni Valenzasca
