Con la firma ufficiale di Luca Gandini come cambio di Miro Bilan, il mercato della Dinamo Sassari 2020/21 si può considerare concluso. Quella della Dinamo è stata un’estate movimentata, che per qualche ore aveva addirittura fatto pensare a una rivoluzione totale, prima della schiarita e della conferenza di Sardara e Pozzecco per dissipare i dubbi sul possibile addio del coach dell’ultima finale scudetto, rivelatosi poi un bluff. Il Poz è ancora saldamente al timone, e la costruzione del roster è andata proprio in questa direzione: le uscite sono state parecchie, da Michele Vitali a Pierre ed Evans, oltre a Jaime Smith e Coleby, e in entrata sono stati cercati dei profili simili e funzionali al progetto tecnico: oltre a Pusica e Burnell, in arrivo dopo le esperienze a Pesaro e Cantù, sono arrivati in Sardegna tre new entry per il nostro campionato, ma con già una buona reputazione a livello europeo:
Filip Kruslin

Croato classe 1989, guardia in arrivo dal Cedevita, dove era già stato allenato da Gianmarco Pozzecco, vice di Veljko Mrsic dal 2015 al 2017. Nell’ultima stagione in Liga ABA, 6 punti di media in poco meno di 18 minuti di utilizzo col 41.5% da 3, mentre in Eurocup le cifre e le percentuali sono state leggermente più alte. Nel giro della Nazionale croata, ha partecipato alle Olimpiadi di Rio e ha preso parte all’ultima finestra FIBA per le qualificazioni a Eurobasket.
Già dalle sue prime parole rilasciate a Dinamo TV si capisce perfettamente quale sarà il suo ruolo all’interno della Sassari del prossimo anno: Kruslin è un giocatore di sistema in tutto e per tutto, soprattutto come specialista nel tiro da tre. Non solo un tiratore affidabile sia da scarico che in uscita dai blocchi, che può aiutare una squadra che fa del gioco nel pitturato il suo punto di forza ad allargare il campo, ma anche in difesa sa farsi valere, anche grazie alla sua struttura fisica che gli permette di difendere anche sui 3 avversari. Un “3&D” da manuale che sostituisce in tutto e per tutto Mitch Vitali nello scacchiere della Dinamo, ma aggiungendo un plus di esperienza internazionale e di carisma che possono aiutare tutto il gruppo a fare un passo in avanti, considerando anche che il processo di adattamento al nostro campionato sarà più rapido rispetto ad altri giocatori, visto che conosce già alla perfezione sia Pozzecco che il suo connazionale e futuro compagno Miro Bilan.
Justin Tillman

Ala grande di 24 anni nativo di Detroit, non scelto al draft 2018 dopo 4 anni al college a VCU. Nel suo ultimo anno in NCAA 19 e 10 rimbalzi di media col 61% dal campo, il 33% da 3 e il 65% ai liberi. La sua carriera da pro inizia con una stagione in Corea del Sud, e dopo una breve esperienza con i Memphis Hustle in G-League è arrivato in Europa nel 2019, chiudendo la stagione in Israele con l’Hapoel Gilboa a 19.8 punti e 10.3 rimbalzi, con massimi da 34 punti e 23 rimbalzi.
Il profilo di Tillman è in parte simile a quello di Rashawn Thomas, un altro giocatore esaltato da Pozzecco in maglia Dinamo: si tratta di un numero 4 con un atletismo considerevole per la Serie A, istinto per il rimbalzo e anche un buon gioco spalle a canestro, che ne fanno il prototipo di lungo ideale per questa squadra e in particolare per fare coppia con Bilan sotto canestro. Il principale difetto sono le percentuali, sia da dietro l’arco che soprattutto ai tiri liberi (meno del 60% nel suo anno in Israele), a maggior ragione perché per il suo arsenale offensivo nel contesto di gioco in post basso della Dinamo andrà molto spesso in lunetta. Arrivato con un annuale e strappato alla concorrenza di club importanti come il Bayern Monaco, Tillman ha il potenziale per essere uno dei crack della prossima LBA, e seguire le orme dello stesso Thomas e di Pierre, che hanno usato Sassari come trampolino di lancio verso contratti importanti ai piani alti del basket europeo.
Eimantas Bendzius

Lituano di 207 centimetri classe 1990, ala grande in arrivo a Sassari dopo l’ultima stagione in patria con la maglia del Rytas Vinlius, chiusa a 10.7 punti e 4.3 rimbalzi in LKL e 12 e 4 rimbalzi in Eurocup. In carriera vanta anche esperienze anche di Eurolega con il Lietvous, e ha giocato all’estero tra Polonia con il Sopot e Liga ACB, dove ha giocato per tre stagioni nell’Obraidoro. Nel 2017 ha fatto parte della spedizione lituana ad Eurobasket, in cui ha avuto un ruolo di comprimario da 2.5 punti e 2.5 rimbalzi di media.
A dispetto della statura importante, Bendzius è un lungo quasi esclusivamente perimetrale, che fa del tiro da fuori la sua principale arma offensiva. Nelle sue ultime due stagioni in Lituania infatti, 5 dei suoi 8 tentativi dal campo in media a partita sono arrivati da dietro l’arco dei 6.75, con percentuali intorno al 40%. Un giocatore efficace non solo da scarico, ma capace anche di crearsi da solo il tiro, con un ottimo controllo del corpo e capacità di segnare anche col contatto e fuori equilibrio, e con un range anche piuttosto ampio. Un profilo diverso da quello dei giocatori che va a sostituire, perché sia McLean che Coleby, che si sono avvicendati con poca fortuna nel ruolo di cambio dei lunghi nell’ultima stagione, decisamente più interni. Bendzius potrà fornire soluzioni diverse da Tillman nel ruolo di ala grande, ma potrebbe ricoprire anche altri ruoli a seconda dei vari momenti della partita. Inoltre, così come Kruslin, porta con sé un bagaglio pieno di esperienza di Eurolega ed Eurocup, che farà molto comodo anche nel difficile girone di Champions League che attende la Dinamo.
Esperienza, versatilità e capacità di adattarsi a un sistema di gioco particolare e ben consolidato: questo è il filo conduttore della nuova Dinamo Sassari, che cambierà diversi interpreti ma va avanti nel suo progetto tecnico con Gianmarco Pozzecco, che avrà a disposizione un roster ricco di alternative e con dei nuovi volti di sicuro affidamento per sedersi ancora al tavolo delle big del campionato.
Giovanni Valenzasca