La sconfitta interna del Villarreal contro la Real Sociedad ha dato la matematica certezza della qualificazione in Champions League dopo due stagioni di assenza. Un risultato di prestigio, arrivato in fondo a una rivoluzione estiva orchestrata dal duo Monchi-Lopetegui, dietro la scrivania e sul campo di allenamento. Ora tempo di fare un bilancio e mettere ai voti uno a uno i 14 acquisti dell’ex direttore sportivo della Roma, fra sessione estiva e invernale di calciomercato:

Bono (13 presenze, 10 clean sheet): 6+

Il portiere marocchino nato in Canada è arrivato in prestito con diritto di riscatto a 4 milioni dopo la retrocessione del Girona, e l’opzione di acquisto potrebbe essere esercitata. I suoi numeri sono infatti molto convincenti: Bono ha giocato prevalentemente nelle coppe (6 presenze in Europa League e 2 in Copa del Rey), subendo appena 6 reti in 12 partite e lasciando in 10 occasioni la porta chiusa. Nelle ultime giornate ha trovato spazio anche in Liga, facendo un’ottima impressione contro Athletic Club, Mallorca e Real Sociedad. La cifra che dovrà versare il Sevilla per il riscatto è molto bassa, e considerando che negli ultimi anni la porta del Sánchez Pizjuán è stata a dir poco girevole, con Sergio Rico che tornerà da Parigi per essere venduto, assicurarsi un secondo portiere di livello con una spesa contenuta sarà un primo passo importante in vista della prossima stagione.

Sergio Reguilón (33 presenze, 1 goal, 4 assist): 6+

Julen Lopetegui ha voluto fortemente il prestito di uno dei suoi protetti, che ha fatto debuttare con il Real Madrid lo scorso anno e a cui ha dato il posto da titolare a sinistra. La stagione di Reguilón era iniziata molto bene, ma nella seconda parte di stagione il canterano del Madrid è apparso in calo fisico e non è più riuscito ad essere il valore aggiunto in fase offensiva che era stato nel girone d’andata. Rimane comunque un’esperienza positiva per lui e per il club, che ha avuto a disposizione un giocatore importante per sopperire alla stagione negativa di Escudero, ma che ora si sta guardando intorno per cercare un’altra alternativa, perché i 25 milioni richiesti dai Blancos per acquistarlo a titolo definitivo sembrano essere fuori portata.

Nemanja Gudelj (35 presenze): 6.5

Arrivato a parametro zero dopo l’esperienza in Cina, il 28enne serbo è stato un tassello fondamentale nelle rotazioni di Lopetegui, non solo come alter ego di Fernando, ma all’occorrenza anche come difensore centrale o come mezzala. La partita del 16 giugno a La Nucía contro il Levante è stata un manifesto della sua stagione: 100% di passaggi completati (57/57) e 100% di contrasti vinti. Solidità difensiva e tranquillità con il pallone tra i piedi al servizio della causa per uno dei movimenti più intelligenti e sottovalutati di Monchi nell’ultimo mercato estivo.

Fernando Reges (38 presenze, 3 goal, 3 assist): 7.5

Un altro acquisto in puro stile Monchi, che ha speso appena 4.5 milioni di euro per portarsi a casa un giocatore che sembrava ormai lontano dagli anni migliori con Porto e Manchester City ed era uscito dai radar del grande calcio durante la sua esperienza in Turchia. Il brasiliano ex Galatasaray è stato un elemento indispensabile e a tratti dominante davanti alla difesa, dimostrandosi tutt’altro che finito, anche se nella volata finale ha pagato un po’ i tanti minuti giocati in pochi giorni. In ogni caso la stagione di Fernando vale una menzione nel discorso per la top 11 della stagione di Liga, e lo mettono probabilmente al terzo posto in un’ipotetica classifica dei migliori giocatori della stagione del Sevilla.

Javier Hernández (15 presenze, 3 goal): 5

El Chicharito è stato poco più di comparsa nella difficile stagione per gli attaccanti del Sevilla: 3 reti complessive di cui solo una Liga senza mai lasciare veramente il segno, prima di volare ai Los Angeles Galaxy a gennaio, con una mini plusvalenza di meno di un milioni tra i 7.8 milioni pagati al West Ham e gli 8.5 incassati. Destino simile a quello dell’israeliano Dabbur, mai entrato nelle rotazioni offensive e spedito all’Hoffenheim a gennaio, che non entra in questo pagellone perché acquistato nella gestione precedente.

Óliver Torres (36 presenze, 6 goal, 5 assist): 6.5

Un altro giocatore acquistato senza troppo clamore, ma che si è ritagliato un ruolo di primo piano anche entrando dalla panchina. Arrivato per 11 milioni di euro dal Porto, dove era già stato allenato da Lopetegui, l’ex eterna promessa della cantera dell’Atlético Madrid ha vissuto la sua prima vera stagione importante in Liga, non solo da mezzala, ma anche all’occorrenza da esterno di sinistra, e soprattutto nel girone di ritorno. C’è anche lui tra i candidati a sostituire Banega, pronto a volare in Arabia Saudita dopo l’ultima giornata contro il Valencia, ma il mercato dei centrocampisti in Liga sarà molto vivo, e Monchi sicuramente non starà a guardare.

Luuk De Jong (41 presenze, 7 goal, 4 assist): 5.5

Senza girarci troppo intorno, la stagione di Luuk De Jong è stata sotto le aspettative: l’olandese veniva da una stagione da 28 goal in Eredivisie e doveva essere il centravanti titolare, ma l’adattamento al nuovo campionato e al nuovo contesto è stato più complicato del previsto, e i numeri realizzativi non sono stati all’altezza. Le critiche nei suoi confronti della tifoseria nervionense sono sembrate comunque eccessive, perché De Jong, pur essendo piuttosto macchinoso e a tratti impacciato, ha dato un buon contributo al gioco della squadra con la sua intelligenza tattica e la capacità di fare da boa. Il prossimo anno dovrà guadagnarsi di nuovo il posto, e la concorrenza di En-Nesyri e del rientrante Carlos Fernández non gli consentirà di sbagliare ancora.

Joan Jordan (42 presenze, 2 goal, 3 assist): 7

Il centrocampista catalano era un’opportunità di mercato da non mancare, vista la clausola di soli 14 milioni nel suo contratto con l’Eibar. Il canterano dell’Espanyol ha confermato quanto di buono aveva fatto nelle ultime stagioni, dimostrandosi un giocatore completissimo sotto ogni punto di vista. Centrocampista di lotta e di governo, di equilibrio e di inserimento, anche se ci si poteva aspettare qualche goal in più. Non è stato continuo al 100% durante tutto l’anno, ma sulla qualificazione in Champions League c’è anche la sua firma.

Diego Carlos (40 presenze, 2 goal): 8.5

Una bestia. Arrivato per 15 milioni di euro dal Nantes, il centrale brasiliano è diventato subito un idolo per il pubblico sevillista e un pilastro per il sistema difensivo di Lopetegui, grazie al suo strapotere fisico, alle doti da leader e all’atteggiamento da sceriffo. Il suo impatto è stato importante fin dal primo giorno, non solo individualmente, ma anche per alzare il livello di tutto il reparto arretrato. Il suo valore di mercato è praticamente triplicato e il Liverpool ha già bussato alla sua porta, a riprova del rendimento da top assoluto di Diego Carlos in questa stagione, probabilmente tra i migliori 3/4 centrali in Europa.

Lucas Ocampos (39 presenze, 16 goal, 4 assist): 8.5

Un altro giocatore che ha cambiato completamente il volto della stagione del Sevilla. Altra manovra caratteristica di Monchi, che ha pescato dalla Ligue 1, campionato che conosce come le sue tasche, per appena 15 milioni un talento che sembrava si stesse perdendo un po’ a Marsiglia, ma il suo rendimento è stato anche al di sopra delle più rosee aspettative.
L’argentino è stato un ciclone su entrambe le fasce, preferibilmente a destra, e ha compensato la mancanza di killer instinct dei suoi centravanti con 14 reti in Liga, primato personale in carriera. Una scarica di adrenalina costante da esterno, ma avuto il tempo di essere decisivo anche dall’altra parte della barricata: entrato da portiere nei secondi finali contro l’Eibar al posto dell’infortunato Vaclik, è stato provvidenziale per salvare il risultato su Dmitrovic, il portiere armero, in una delle istantanee più surreali di tutta la Liga, in fondo a una stagione altrettanto surreale per il fuoriclasse argentino.

Youssef En-Nesyri (21 presenze, 5 goal): Rimandato

Il marocchino è arrivato dal Leganés per i 20 milioni della clausola rescissoria nel mercato di gennaio, e ha già fatto intravedere di poter essere il ‘9’ giusto per questa squadra. Molto bravo a far valere la propria fisicità in conduzione e a giocare anche sull’esterno, En-Nesyri ha segnato goal importanti, come la doppietta decisiva contro l’Osasuna nei minuti finali e il goal qualificazione contro il Cluj in Europa League, dando un buon contributo nella seconda metà di stagione. Il prossimo anno, oltre a De Jong, dovrà vedersela per il posto da titolare con Carlos Fernández, che rientra alla base dopo una stagione da rivelazione con il Granada, per cui l’appuntamento è al 2021 per sapere se En Nesyri potrà confermarsi come un buon acquisto e un giocatore importante.

Suso (18 presenze, 1 goal, 1 assist): rimandato

L’impatto di Suso col pianeta Sevilla è stato decisamente meno rumoroso: l’ex Milan non è riuscito a dare una svolta ad una stagione iniziata malissimo in rossonero e conclusa senza grandi acuti con gli hispalensi, anche perché la sua amata fascia destra è stato il territorio di caccia preferito di Ocampos, e a sinistra Munir ha dato più garanzie. Con la qualificazione matematica in Champions League il diritto di riscatto è diventato obbligo, così come sarà obbligatorio per l’andaluso tornare a sentirsi un giocatore di alto livello e ripagare la fiducia che Lopetegui ripone in lui, per cancellare un 2019/20 lontano dagli standard a cui ci aveva abituato a Milano.

Jules Kounde (35 presenze, 2 goal, 1 assist): 7.5

Un altro arrivo dalla Ligue 1, ma con un’etichetta decisamente più scomoda: il francese classe ’98 è il difensore più pagato nella storia del club, e nei primissimi mesi quei 25 milioni pagati al Bordeaux hanno gravato pesantemente sulle sue spalle. Con il passare delle giornate però si è imposto alla grande al fianco di Diego Carlos, e soprattutto dopo il lockdown è stato probabilmente il miglior difensore del torneo insieme a Sergio Ramos. Mobilità, presenza sull’uomo, stacco di testa in entrambe le aree: il pacchetto è completo, il talento è enorme e il margine di crescita smisurato per continuare a stupire anche in futuro.

Rony Lopes (14 presenze, 1 assist): 4

Parlando di futuro, sarà sicuramente da un’altra parte quello di Rony Lopes, il colpo più costoso dell’intera estate e l’unico vero errore di Monchi: arrivato dal Monaco per 25 milioni di euro, mentre Ben Yedder ha fatto il percorso inverso per circa 40, non si è mai ambientato e ha raccolto solo 5 gettoni in Liga. Il mancino portoghese è apparso fuori forma e fuori dagli schemi, e non ha sfruttato le occasioni che gli sono state concesse in Europa League, mentre un attaccante come Ben Yedder avrebbe fatto comodo per sopperire alla mancanza di goal di tutta la squadra. Per lui si prospetta un ritorno in Francia, con il Nizza di Patrick Vieira che sembra interessato e pronto a mettere sul tavolo il cartellino di Cyprien, centrocampista che
potrebbe fare comodo e non farebbe sicuramente rimpiangere l’unico grande flop della pianificazione stagionale di Monchi.

Il voto più alto (9) però se lo merita proprio Julen Lopetegui, il grande artefice del ritorno del Sevilla nell’Europa che conta: dopo un 2018 nerissimo, il tecnico catalano si è rimesso in gioco a Nervión, dimostrando ai detrattori di essere ancora un genio tattico e un grandissimo allenatore, che ha tenuto il Sevilla tra le prime quattro per praticamente 30 giornate consecutive, e ha centrato un obiettivo non scontato alla vigilia, vista anche la rivoluzione operata da Monchi in estate, che gli ha messo a disposizione parecchi pezzi nuovi da incastrare nel puzzle.
L’obiettivo ora è l’Europa League e nel mirino c’è la Roma, proprio l’ex squadra di Monchi, che è già al lavoro per programmare la prossima stagione e per mettere nelle mani di Lopetegui delle altre scommesse pronte a diventare vincenti.

Giovanni Valenzasca