Dopo una gara pazzesca domenica scorsa, la F1 torna in pista nuovamente, partendo da dove aveva lasciato…letteralmente: cambia infatti il nome, ma la pista è sempre quella di Spielberg. Vediamo cosa abbiamo imparato dal Gran Premio d’Austria e cosa possiamo aspettarci dal Gran Premio di Stiria.

La vettura più forte è, senza dubbio, la Mercedes. Bottas ha vinto senza mai vedere messa in discussione la propria leadership, specialmente in gara, dove è rimasto al comando dalla prima all’ultima tornata. Hamilton invece ha distrutto la concorrenza nelle prove libere del venerdì, ma ha peccato di leggerezza in qualifica: avendo ignorato la bandiera gialla nel suo ultimo tentativo è stato, giustamente, penalizzato. La retrocessione in griglia di 3 posizioni ha compromesso le sue chance di vittoria, visto che ha lasciato lo spazio a Bottas di andare in fuga sin da subito. Inoltre i 5 secondi di penalità per il contatto con Albon (discutibili) hanno causato l’esclusione del Campione del Mondo dal podio, nonostante il secondo posto in pista. Lewis è arrivato in Austria con una carica ed una rabbia agonistica incredibile che, in questo caso è trascesa in foga, che ha prevalso sulla ragione, cosa che raramente abbiamo visto succedere alla più matura versione Mercedes di Hamilton.
A questo punto, errori e guasti a parte, dal GP di Stiria è lecito aspettarsi un altro uno-due, stavolta senza penalità per Lewis, che raramente sbaglia due volte di fila. Del resto, la monoposto della scuderia di Stoccarda è un astronave.

Bottas esulta a Spielberg. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Week-end nero invece per i padroni di caso della Redbull. Verstappen si era dimostrato effettivamente la terza forza in griglia e la più grande insidia per la Mercedes, ma un guasto lo ha messo fuori causa dopo pochi giri dal semaforo verde. Albon, sempre un passo indietro all’olandese ma comunque protagonista in positivo del GP d’Austria, è stato toccato da Hamilton prima e ha avuto un problema tecnico poi. Affidabilità a parte, la scuderia diretta da Christian Horner ha fatto vedere di avere un buon potenziale, anche se le Frecce Nere sono lontane: sarà necessario sviluppare ulteriormente la vettura, per poter diventare una minaccia concreta per Hamilton e Bottas. E’ chiaro che ciò non avverrà per domenica e quindi, per ora, Max e Alex devono accontentarsi di lottare per il terzo gradino del podio, imprevisti permettendo.

Due situazioni diametralmente opposte, invece, in Ferrari. Da una parte Charles Leclerc è l’unica grande certezza di questa stagione per la Rossa e di fatto si è preso il posto di prima guida. La macchina è indubbiamente lenta e sarà difficile piazzarsi stabilmente sul podio, ma ciò non toglie che il monegasco ha la capacità di fare quei miracoli sportivi che lo hanno già reso idolo del tifo ferrarista. Al contrario Sebastian Vettel è, non solo da quest’anno, sempre più criticato: troppi errori, come quello della scorsa gara. Il mancato rinnovo è stato annunciato forse con modi e tempi sbagliati, ma ciò non giustifica il terribile rendimento del tedesco, 4 volte campione del mondo.
Difficile comunque aspettarsi una replica di ciò che abbiamo visto nella prima tappa stagionale, dato che il podio di Charles è stato frutto di tanta fortuna (ma anche tanta bravura, ovviamente). Più facile, invece, rivedere una Ferrari a centro gruppo, a sgomitare per raggiungere lo status di terza forza in griglia, dopo la grande involuzione rispetto allo scorso anno.

La grande sorpresa del week-end è, indubbiamente, la McLaren di Norris e Sainz. In particolare l’inglesino ha fatto vedere, anche se onestamente lo si sapeva già che il talento c’è, pure in grande quantità. Gara costante, sempre intorno alla quarta, quinta posizione e, grazie alla penalità di Hamilton, un super podio, ottenuto con un ultimo giro pazzesco. Sainz invece sembra soffrire la pressione dovuta all’imminente trasferimento in Ferrari, specialmente nel momento in cui si è trovato a duellare con Leclerc: timido, forse troppo, spaventato dalla possibilità di fare un errore che avrebbe prematuramente compromesso il suo rapporto con il monegasco. In ogni caso, lo spagnolo deve scrollarsi questa paura e pensare al presente, perché la macchina ce l’ha, eccome, e può fare bene almeno come il giovane Lando.
Si rinnova dunque la lotta tra McLaren, Racing Point e Ferrari, vicine a livello prestazionale, almeno in Austria, e protagoniste della lotta per il terzo posto nella classifica costruttori.

Lando Norris esulta sul podio dello scorso GP

La Racing Point è stata sconfitta nella prima gara corsa a Spielberg: Stroll ha avuto problemi di affidabilità e ha dovuto ritirarsi, mentre Perez, penalizzato di 5 secondi per eccesso di velocità in pit lane, è affondato sotto gli attacchi monstre di Leclerc e Norris. Bene fino al sabato, dunque, la Pantera Rosa, meno bene quando si dovevano portare a casa i punti, la domenica, in gara. In ogni caso la Mercedes 2.0, come è stata scherzosamente (ma non troppo…) chiamata, ha fatto vedere di aver un buon passo e di poter lottare per il quinto posto dietro alle Mercedes e le Redbull. Lecito aspettarsi quindi una reazione nella prossima gara a Spielberg.

In Renault i due piloti hanno reso in maniera opposta: bene Ricciardo, male Ocon. Chiaramente ci sono varie spiegazioni: l’australiano, innanzitutto, è alla seconda stagione con la scuderia, mentre Ocon non correva in F1 dal Gran Premio di Abu Dhabi del 2018, ultimo della stagione di due anni fa. Nonostante l’ex pilota Redbull si sia ritirato, è chiaro che fino a quel momento fosse più veloce del compagno, sia in qualifica che in gara. Occhio anche alle voci di mercato: ai vertici Renault non è piaciuto il matrimonio annunciato tra Ricciardo e McLaren, dato che Daniel era stato non solo un investimento economico, ma anche il punto di partenza per costruire un progetto solido e vincente. Ora che il legame si è sfaldato, Ricciardo potrebbe finire la stagione 2020 sul divano: Alonso, che in Renault ha vinto due mondiali nel 2005 e nel 2006, sta alla finestra e il suo ritorno è una possibilità vicina, ora più che mai.

La AlphaTauri invece ha rispettato quanto ci si aspettava da lei, posizionandosi vicino alla Renault ma lontano dalle prime 5 scuderie. Kvyat e Gasly sono due piloti affidabili e la ex-ToroRosso ha portato a casa 6 punti con il settimo posto di Gasly, mentre Kvyat ha dovuto ritirarsi a causa dell’esplosione della gomma posteriore destra. Non un week-end eccezionale, chiaro, ma nemmeno una domenica fallimentare, anzi. Sicuramente l’obiettivo si conferma mantenere un ritmo regolare nel corso della stagione, magari con qualche exploit.

In chiaro scuro la gara della Alfa Romeo. Tra strategie di difficile comprensione ed errori terribili come il mancato fissaggio dell’anteriore destra di Raikkonen, alla fine qualche punto è stato portato in cascina. Nono posto e 2 punti per Antonio Giovinazzi, che tutto sommato è riuscito a disputare una buona gara, guadagnando punti sullo sfortunato Kimi e facendo il primo passo verso la riconferma. Bisogna anche sottolineare il grande passo indietro rispetto allo scorso anno, con una monoposto Alfa nettamente più lenta rispetto al modello che l’ha preceduta.

L’unico italiano in griglia, Antonio Giovinazzi.

Rimandata invece la Williams: sicuramente le due monoposto sono più vicine al gruppone rispetto allo scorso anno, anche se Latifi, ancora inesperto, è arrivato ultimo tra coloro che hanno portato a termine la gara. Al contrario, si è ritirato Russell: il talento britannico stava disputando una buona gara, ma un guasto meccanico ha posto fine anticipatamente al suo gran premio. In ogni caso, la scuderia britannica si sta muovendo nella giusta direzione per ricucire il gap.

Fallimentare la prima gara della Haas, seria candidata alla lotta per evitare l’ultimo posto nella classifica costruttori con la Williams. Tanti errori, sia nella progettazione del veicolo ma anche dei piloti. Grosjean è oramai una costante, le vie di fuga sono il suo habitat naturale, mentre Magnussen è stato più lento qualifica e si è poi ritirato in gara. Sicuramente bisognerà fare meglio di così, anche se le ultime dichiarazioni di Gunther Steiner non fanno trasparire grande ottimismo per l’immediato futuro.

Romain Grosjean

Queste le considerazioni sulla prima gara della stagione, in attesa della seconda che, pur svolgendosi sulla stessa pista, dovrebbe avere esito tanto dalla prima, influenzata in maniera decisiva da ritiri e safety car. Importante sottolineare portare in luce la questione meteo e i problemi di affidabilità: il caldo di domenica scorsa dovrebbe essere spazzato via dalla pioggia, sabato, e dalle nuvole, domenica: la conseguenza sarà un calo delle temperature che dovrebbe favorire ulteriormente la Mercedes, in difficoltà a causa della giornata torrida di settimana scorsa. Con il fresco inoltre dovrebbero essere meno frequenti anche i ritiri dovuti a rotture tecniche, motivo per cui potremmo vedere una classifica finale in linea con le aspettative, a differenza di quanto successo pochi giorni fa.
Appuntamento a domenica, quando, nuovamente a Spielberg, andrà in scena il secondo atto di questa stagione che ha esordito con il botto.

Alessandro Savoldi