“Il ragazzo ha un talento enorme. Sarebbe potuto andare a Liverpool, al Bayern o a Dortmund. Tutti volevano il ragazzo. È interessante che Flo abbia scelto il Bayer, probabilmente a causa della vicinanza a casa. Quello che ha in dote sono le cose che non puoi imparare. Ha qualcosa in comune con Kai Havertz.”
Immagina segnare il primo goal da professionista in uno stadio vuoto. Immagina segnarlo in una sconfitta per 2-4. Sarà strano, piuttosto amaro. Ma alla quarta presenza con la maglia del Bayer Leverkusen, a 17 anni e 34 giorni, Florian Wirtz ha segnato, a Manuel Neuer e al Bayern Monaco, la rete più giovane della storia della Bundesliga, battendo un record che apparteneva a Nuri Sahin. In uno scenario a dir poco surreale, è nata una stella, che incrocerà di nuovo i campioni di Germania, nella finale di DFB Pokal.
Ma Florian Wirtz ha il potenziale per far parlare ancora di sé aldilà di questo record ed essere il nuovo grande talento delle Aspirine e del calcio tedesco?

Identikit
Nome: Florian Wirtz
Data di nascita: 3 maggio 2003
Nazionalità: Germania
Squadra: Bayer Leverkusen
Ruolo: trequartista/esterno d’attacco
Altezza: 1.75 m
Piede preferito: destro
Scadenza di contratto: 2022
Analisi
Il biglietto da visita di Florian Wirtz, prima ancora di quanto ha fatto sul campo, denota una spiccata personalità: lo scorso gennaio ha infatti deciso di trasferirsi dal Colonia, la squadra in cui ha mosso i primi passi a livello giovanile, agli acerrimi rivali del Bayer Leverkusen, respingendo per il momento la corte del Liverpool di Klopp. Una decisione fortemente impopolare dalle parti di Colonia, ma piuttosto logica per il ragazzo, che ha scelto di mettere da parte l’attaccamento a dei colori e la possibilità di volare subito in Inghilterra per dare il passo corretto nello sviluppo della sua carriera.
Anche nelle sue prime uscite con la prima squadra, a partire dal debutto dal primo minuto, nella prima partita post lockdown contro il Werder Brema, ha dato una sensazione di crescita costante col passare delle settimane: l’impatto con il calcio dei grandi non è stato dei più semplici, ma già alla seconda da titolare sul campo del Friburgo era stato uno dei migliori in campo. Wirtz ha dimostrato di imparare molto in fretta, e anche i numeri gli danno ragione: se nel suo esordio aveva toccato appena 41 palloni, perdendo 15 volte il possesso e riuscendo del 50% dei dribbling e dei contrasti tentati, mentre nell’ultima giornata contro il Mainz, in cui è rimasto in campo per 90 minuti, ha perso solo 16 dei 77 palloni giocati, completando 9 dribbling su 10 e vincendo 13 duelli individuali su 19 (fonte: Sofascore).
Il fattore differenziale nella sua esplosione così precoce è infatti l’intelligenza calcistica: Wirtz non è un portento né fisico né atletico, ma la sua capacità di leggere la partita lo fa essere sempre orientato con il corpo nella maniera corretta, e gli permette di far valere le proprie qualità migliori occupando diverse posizioni in campo: che sia da trequartista, il suo ruolo teoricamente naturale, da esterno di destra, posizione che ha ricoperto maggiormente in prima squadra, o da ala sinistra a piede invertito, riesce ad essere incisivo nella partita grazie alla sua visione e al gioco nello stretto. Per questo motivo spesso lo si vede azzardare qualche giocata, spesso venendo a ricevere piuttosto basso per poter giocare frontalmente e creare. Oltre ad essere un giocatore tecnico è anche un ottimo agonista, anche se deve ancora perfezionarsi nella gestione delle energie, ma il suo ampio raggio d’azione lo rende un pericolo costante in diverse situazioni di gioco, data anche la sua grande predisposizione a rimanere sempre dentro la partita a livello di presenza mentale. Sebbene il suo primo goal in Bundesliga sia arrivato con un tiro di sinistro sul secondo palo, il suo uso del piede meno dominante non è ancora al livello di altri giocatori usciti dalla scuola tedesca negli ultimi anni, tra cui il compagno di squadra Kai Havertz, a cui è stato accostato più per la squadra di appartenenza che per un’effettiva somiglianza calcistica.

Pro
• Visione di gioco
• qualità nello stretto
• presenza nella partita
Contro
• forza fisica
• gestione delle energie
Prospettive future
Abbiamo visto solo una minima parte di quello che è attualmente Florian Wirtz, e per di più in un contesto molto particolare, ma abbiamo già alcuni segnali di quello che può diventare. Non bisogna farsi abbagliare dal record di precocità stabilito contro il Bayern Monaco, ma in ogni caso queste prime 8 presenze giocate da professionista sono un bel modo di presentarsi al massimo livello. In termini di scelte effettuate fuori dal campo sembra avere la testa giusta per poter reggere le pressioni che inevitabilmente gli cadranno addosso nei prossimi mesi, e anche a livello calcistico il pacchetto è piuttosto completo. Nel suo gioco abbina la sfrontatezza e la freschezza della sua età a una maturità importante nel modo di disimpegnarsi con qualità in diverse posizioni. Forse a livello di talento puro ha qualcosa in meno del già citato Havertz o di un altro ex Bayer Leverkusen come Brandt, un altro potenziale competitor in un’ottica Nazionale molto futuribile, ma il ragazzino non ha certo paura della competizione, di sporcarsi le mani sul campo e di imparare dai propri errori, come già ha fatto in questo breve scorcio di stagione post lockdown. I primi applausi della BayArena arriveranno presto, e sarebbero arrivati anche per il goal inutile ma ugualmente storico segnato a Neuer, ma nel frattempo l’unica cosa da fare è tenere bene a mente questo nome, perché Florian Wirtz ha ancora parecchie cose da dire.
Giovanni Valenzasca
