Era il 13 marzo quando il circus di F1, già arrivato a Melbourne per la prima gara della stagione, si è fermato: troppo rischioso correre a porte aperte, per il pubblico oltre che per gli addetti ai lavori, con l’epidemia di coronavirus in rapida diffusione. A forzare questa decisione era stata inoltre la positività di un dipendente della McLaren, con la scuderia che aveva deciso di ritirarsi dalla prima gara dell’anno. A dir la verità, qualche perplessità sul disputarsi del GP inaugurale l’aveva già espressa Lewis Hamilton, che aveva definito la volontà di correre “scioccante”. 4 mesi più tardi, però, il campione del mondo e compagni sono pronti a risalire in macchina perché, finalmente, si può tornare in pista: il Gran Premio inaugurale si svolgerà in Austria, nel circuito di proprietà della Red Bull, il 5 luglio. Andiamo allora a presentare i protagonisti di questa stagione, che oramai è in rampa di lancio.

La Mercedes è sicuramente la squadra da battere: il team di Brackley nei test invernali andava molto più forte delle rivali, senza nemmeno sfruttare tutto il potenziale che la macchina poteva offrire. Il sistema del DAS (Dual Axis Steering System) è l’ennesima invenzione di un gruppo di tecnici che da ormai qualche anno garantisce alla scuderia anglo-tedesca un vantaggio tecnologico decisivo per il successo della squadra, anche se il progetto sarà tuttavia vietato dal 2021, perché, essendo molto costoso, non tutti i team potrebbero permetterselo, sopratutto in vista dell’introduzione del budget cap. La vettura Mercedes inoltre non è perfetta: i problemi della W11 sono legati all’affidabilità, con vari guasti meccanici che hanno colpito le monoposto nel corso delle giornate trascorse a Barcellona. Dal punto di vista delle gerarchie tra piloti, Hamilton, 6 volte campione del mondo, è sicuramente il leader, con Bottas relegato ad una posizione di gregario. Le carte in tavola cambierebbero se i due dovessero presentarsi a distanza ravvicinata in classifica nella seconda parte di stagione, quando probabilmente scuderia darebbe il via libera alla bagarre tra l’inglese e il finlandese, a patto che ci sia uno scarto sufficiente per non doversi preoccupare della concorrenza esterna.

Lewis Hamilton, campione del mondo in carica. Copyright: Rew / XPB Images

Per quanto emerso dai test di Barcellona, la seconda forza del campionato è la Redbull. La scuderia austriaca è stata leggermente più veloce della Ferrari, pur cercando di nascondersi. Adrian Newey è tornato a dar la precedenza all’aspetto aerodinamico, dato che dal punto di vista della potenza il motore Honda è stato sviluppato molto negli ultimi mesi della scorsa stagione. Verstappen è sempre più maturo e il suo processo di crescita lo ha reso un pilota in grado di fare la differenza, sopratutto con una macchina in grado di giocarsela alla pari o quasi con Mercedes. Albon è invece alla sua prima stagione integrale al volante della scuderia, dopo qualche mese di ambientamento lo scorso anno. L’olandese è sicuramente il primo pilota, sia per esperienza – nonostante abbia solo 22 anni – che per abilità in pista, ma Albon non va sottovalutato.

La Ferrari invece è il grande punto di domanda tra le big: la SF90 della stagione 2019 era velocissima sui rettilinei, mentre pagava dazio nei tratti lenti. La nuova SF1000 sembra avere caratteristiche opposte, ma è ancora un passo indietro rispetto alle rivali; resta però il grande dubbio del reale valore dei dati forniti dai test, dove probabilmente la Rossa ha usato mappature del motore conservative, anche vedendo i dati della Alfa Romeo, fornita di motori provenienti da Maranello. Anche i problemi tecnici che si erano presentati nel corso delle prime giornate di prove sono stati una spia d’allarme per la nuova Ferrari. D’altro canto, se dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno, consuma poco le gomme, vantaggio pesante sopratutto in una stagione in cui tante corse si disputeranno in estate. Un’altra grande incognita è la questione piloti: la scelta di comunicare, con largo anticipo, l’ingaggio di Sainz al posto di Vettel in ottica 2021 dà a Leclerc la precedenza nelle gerarchie. Ma il tedesco, 4 volte campione del mondo e attualmente senza contratto per il prossimo anno, vorrà davvero stare a guardare il giovane monegasco e fargli da spalla? E ancora, la scelta di comunicare l’ufficialità di Sainz non creerà tensioni tra i due piloti e, sopratutto, tra Vettel e il team? La stagione della Ferrari si presenta dunque ricca di dubbi e interrogativi.

Leclerc con Vettel e Sainz, protagonisti del mercato piloti di questo inizio di 2020

Nel pacchetto di mischia a centro gruppo spicca sicuramente la Racing Point: la monoposto di proprietà della famiglia Stroll è molto simile alla Mercedes dell’anno scorso e ne ha ereditato la caratteristica principale: va molto veloce. Nonostante le mille polemiche e un’ispezione FIA nello stabilimento della scuderia, la macchina si candida seriamente al titolo di quarta forza del campionato e, perché no, nelle piste favorevoli potrà lottare per il podio. In particolar modo Sergio Perez, più esperto del compagno Stroll, potrà fare molto bene.

Chi nei test si era candidato a insidiare le pretese della Pantera Rosa sulla quarta piazza era stata la Renault di Ocon e di Ricciardo, ma la situazione ora è completamente diversa: negli ultimi tempi la scuderia transalpina ha perso il pilota su cui puntava di più, l’australiano, promesso sposo della McLaren per l’anno prossimo, e si è parlato anche di un possibile ritiro dalla F1; ciò nonostante i vertici della scuderia francese hanno garantito che la società vuole restare a lungo nel paddock. La stagione giallo-nera si apre però tra le incertezze, legate sia al lato economico che a quello dei risultati, deludenti nel corso delle ultime due stagioni.

Queste le principali insidie per la McLaren, che l’anno scorso aveva colto un brillante quarto posto nella classifica costruttori. Il team inglese dovrà faticare per mantenere il livello raggiunto l’anno scorso in classifica, anche se potrà contare su un Norris un anno più esperto e su un Sainz che sarà molto probabilmente voglioso di far bene, per arrivare continuare la curva ascendente che lo ha portato ad essere, dall’anno prossimo, un pilota Ferrari.

La McLaren impegnata nei test invernali

Un passo dietro a Racing Point, Renault e McLaren troviamo probabilmente le altre quattro scuderie, con AlphaTauri e Alfa Romeo superiori a Williams e Haas.

La AlphaTauri, guidata da Gasly e Kvyat, e la Alfa Romeo, con Raikkonen e Giovinazzi, sono innanzitutto serene dal punto di vista economico e vivono una fase di stabilità: hanno entrambe riconfermato i piloti dallo scorso anno e sono state piuttosto prestanti, tra alti e bassi, ma comunque convincenti, nel corso dei test invernali. Da tenere d’occhio sopratutto Kimi, prossimo alle 41 primavere: per il finlandese questa potrebbe essere l’ultima stagione al massimo livello.

Al contrario la Haas e la Williams sono in crisi: la Haas ha confermato la posizione di Magnussen e Grosjean, nonostante le forti critiche piovute sui due dai media, dai tifosi e anche da Steiner, team principal della squadra, che ha deciso però di rinnovare i due contratti. La posizione economica della scuderia americana inoltre è in bilico, con i primi gran premi che saranno decisivi per la permanenza in F1. Sull’orlo del baratro invece la Williams: nonostante Toto Wolff abbia comprato il 5% delle quote della società di Sir Frank, la storica scuderia britannica è in vendita. Negli ultimi tempi è stata messa in forte dubbio la qualità sulla gestione del team, che è costantemente relegato all’ultimo posto a causa della mancanza di fondi. Chi osserva interessato è la Mercedes, che ha un accordo economico con la Williams e, soprattutto, detiene i diritti sul contratto di George Russell, brillante promessa inglese e candidato al posto di Bottas nel 2021. A fargli da spalla l’unico esordiente dell’anno, il canadese Latifi.

La nuova livrea della Williams, senza lo sponsor ROKiT che ha abbandonato la scuderia nelle scorse settimane

La stagione si apre dunque con grandi punti di domanda, per quanto riguarda il reale valore di molte auto, per il calendario, ancora da confermare nella sua completezza, e anche per il rischio che, a causa del coronavirus, non sia possibile portare a termine la stagione. Solo la pista può rispondere agli interrogativi che sono ancora presenti, in questa stagione che inevitabilmente si configura come un anno di transizione. Appuntamento quindi a domenica 5 luglio al Red Bull Ring di Spielberg, quando alle 15.10 si spegneranno per la prima volta i semafori e comincerà il campionato 2020 di Formula 1.

Alessandro Savoldi