Por fin vuelve la Liga. Il massimo campionato spagnolo è finalmente pronto a ripartire, e lo farà questa sera dal Ramón Sánchez Pizjuán, con il Gran derbi fra il Sevilla di Lopetegui e il Real Betis di Rubi.
L’assenza del pubblico toglie una componente essenziale per il fascino di questa sfida, che resta comunque una delle più vissute di Spagna e forse d’Europa. Una partita destinata ad entrare nella storia per le condizioni particolari in cui si disputerà, ma non è la prima volta che questo derbi vive una situazione insolita nella sua storia ultracentenaria.
Abbiamo raccolto 10 cose da sapere su questo eterno duello di stili e di identità fra Nervión ed Heliópolis. Dati, storie, curiosità e protagonisti, per avvicinarsi nel modo giusto a un evento storico per il calcio spagnolo.

I precedenti
Quella di questa sera sarà l’edizione numero 132 del derbi fra tutte le competizioni ufficiali. Il Sevilla ha vinto 62 volte contro le 38 del Betis, mentre i pareggi sono 31.
Nelle partite giocate al Sánchez Pizjuán il bilancio è ancor più favorevole ai Nervionensi, che hanno ottenuto 34 vittorie sui 58 confronti totali nel loro attuale stadio, a fronte di 9 pareggi e 15 successi del Betis.

La prima volta
Il primo derbi della storia risale all’8 ottobre 1915, in cui il Sevilla si impose 4-3, ma per la prima volta in Liga bisogna andare ovviamente al 1928/29, la prima stagione ufficiale del campionato spagnolo. Entrambe si trovavano in Seconda Divisione, ed entrambe le sfide si conclusero con la vittoria del Betis, 2-1 in casa e 0-3 fuori.
Los Verdiblancos furono anche i primi ad ottenere la promozione nella massima categoria e a vincere il titolo nella stagione 1934/35, mentre il Sevilla dovette aspettare il 1945/46.

La formazione con cui il Real Betis scese in campo il 10 marzo 1918

Il 22-0
Questo clamoroso punteggio risale al 1918, e per capirlo bisogna partire dell’estrazione sociale dei due club.
Il Sevilla è stata tradizionalmente la squadra della borghesia, mentre il Betis delle classi popolari, oltre ad ospitare i giocatori che prestavano servizio militare in Andalusia. Proprio in quell’anno il Betis si era rinforzato con diversi giocatori baschi e galiziani, ma a pochi giorni dalla partita il Generale José Ximénez de Sandoval, veterano della guerra di Cuba, decise di proibire ai militari di disputare partite ufficiali. Il Betis, privato di alcuni dei suoi migliori giocatori, decise allora di presentarsi sul Campo del Mercantil, il vecchio stadio del Sevilla, con una squadra di ragazzini, trasformando uno spareggio del Campionato de Andalucía del marzo 1918 in una data storica per il derbi sevillano e per i tifosi del Sevilla.

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Il derbi di Getafe
Non sarà la prima volta che si giocherà a porte chiuse, e il precedente è piuttosto recente.
Nel 2007 Sevilla e Betis si affrontano nei quarti di finale di Copa del Rey, e nel ritorno del 28 febbraio al Benito Villamarin il Sevilla passò in vantaggio al minuto 57′ con un goal di Kanouté.
Proprio negli istanti successivi, una bottiglia lanciata dagli spalti colpì sulla testa Juande Ramos, all’epoca allenatore del Sevilla, provocando la sospensione dell’incontro.
I minuti restanti furono recuperati il 20 marzo sul neutro dell’Alfonso Pérez di Getafe, il Betis non riuscì a ribaltare il risultato e il Sevilla passò il turno in una Copa che poi vincerà, guarda caso, in finale contro il Getafe.

Il derbi d’Europa
Non solo competizioni nazionali, nella storia del derbi sevillano c’è spazio anche per un doppio confronto europeo, negli ottavi di finale di Europa League 2013/14.
Dopo 180 minuti il risultato è in perfetta parità, dopo il doppio 0-2 esterno firmato da Leo Baptistão e Salva Sevilla all’andata al Pizjuán e da Reyes e Bacca al ritorno al Villamarin, e gli errori dal dischetto di N’Diaye e Nono condannano il Betis all’eliminazione. A fine stagione il Sevilla di Unai Emery vincerà la prima della tre Europa League consecutive, mentre il Betis retrocederà come ultimo in Liga.

El derbi de las camisetas
Il Gran Derbi si gioca anche sul piano cromatico, che quasi mai ha rotto con la tradizione: si pensa a Sevilla-Betis e si pensa a Rojiblancos contro Verdiblancos.
L’eccezione più ricordata è quella del 19 dicembre 2004, quando l’arbitro Fernando Teixeira Vitienes comunicò, a pochi minuti dal fischio di inizio, che il Real Betis doveva cambiare la propria divisa, troppo simile a suo dire a quella del rivale, in quello che è ricordato come El derbi de las camisetas.
Fu una corsa contro il tempo per recuperare delle maglie totalmente verdi, tanto che la partita, vinta poi dal Sevilla 2-1, iniziò con 45 minuti di ritardo rispetto all’orario programmato.

Un giovanissimo Dani Alves a contrasto con Ricardo Oliveira nel derbi de las camisetas, in cui fu uno dei marcatori nel 2-1 finale

I recordman
Il match di questa sera sarà speciale per Joaquín, che diventerà il primatista assoluto per presenze nel derbi con 21, mentre Jesús Navas aggancia Diego Rodríguez il secondo posto a quota 20.
Il miglior marcatore in assoluto è Julio Cardeñosa, simbolo del Betis a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, autore di 6 reti in 17 partite.
Il migliore per il Sevilla è il compianto José Antonio Reyes, che ha colpito il Betis ben 5 volte, che lo rendono il miglior marcatore nel XXI secolo.

I doppi ex
In totale sono nove i giocatori ad aver vestito entrambe le maglie, la maggior parte dei quali negli anni ’40.
Il caso più famoso è quello del già citato Diego Rodríguez, uno dei migliori difensori spagnoli della sua generazione, che passò direttamente dal Betis al Sevilla nel 1988 dopo sei stagioni ad Heliópolis, per poi giocarne altre otto al Nervión, per un totale di 450 partite giocate fra le due squadre.
L’ultimo in ordine di tempo è Dani Ceballos, che dopo cinque anni nella cantera sevillsta è diventato grande con la maglia del Betis, con cui ha giocato quasi 100 partite in prima squadra prima di passare al Real Madrid.
Gli unici due ad aver allenato su entrambe le panchine sono due pezzi da novanta della storia del calcio spagnolo: Luis Aragonés, dopo essere stato giocatore bético, ha allenato il club in due momenti diversi, nel 1981 e nel 1997/98, dopo essere stato per due stagioni, dal ’93 al ’95, tecnico del Sevilla; Juande Ramos invece è ricordato soprattutto per il biennio alla guida del Sevilla, con cui vinse due volte la Coppa Uefa, una Supercoppa Europea e la già citata Copa del Rey del 2007, ma nel 2001/02 fu anche l’allenatore di un neopromosso Betis, che portò al quinto posto e alla qualificazione alla Coppa Uefa.

Un doppio ex mancato
Una delle storie più surreali legata alle due squadre risale all’estate del 1999 ed è legata alla figura di Adilson Dos Santos.
Il 30 giugno il Betis annunciò l’arrivo di un terzino brasiliano ex Stella Rossa, fino ad allora sconosciuto al grande pubblico, che aveva già superato le visite mediche e firmato il contratto. Pochi giorni dopo però il giocatore venne scartato poichè ritenuto non idoneo a giocare nel Betis dopo i primi allenamenti.
A questo punto entra in scena il Sevilla, che ingaggia il giocatore e lo fa posare con la seconda maglia diversa in appena due settimane. Il presidente del Betis Lopera sosteneva però che i diritti sul giocatore appartenessero alla sua azienda Tegasa, e che pertanto il Sevilla dovesse trattare con lui e non con la Stella Rossa. Il direttore generale sevilista Herminio Menéndez trovò dunque un accordo con Lopera per un trasferimento a titolo gratuito, ma alla fine della preparazione estiva Adilson venne scartato per la seconda volta, lasciando dunque la città senza aver disputato neanche un minuto con nessuna delle due squadre.
Dopo un periodo di prova al Celta Vigo, dove non giocherà nemmeno un minuto, Adilson Dos Santos farà poi carriera in Corea del Sud, lontano da Siviglia e dalla Liga che ha solo accarezzato.

L’attualità
Non è facile fare previsioni sullo stato di forma ed emozionale delle due squadre dopo uno stop così lungo, Il Sevilla, che non è mai uscito dalla zona Champions da dopo il derbi vinto all’andata, ha il dubbio Ocampos: il capocannoniere stagionale non si è allenato ad inizio della settimana e potrebbe non essere della partita a causa di un problema muscolare, mentre Gudelj non ci sarà per squalifica.
Al contrario, Rubi può contare al 100% sulla sua stella Nabil Fekir, che “Non ha avuto nessun problema muscolare dalla ripresa degli allenamenti, e credo che vedremo la sua miglior versione. Mi preoccupa di più il rendimento collettivo, per fare in modo che lui e Canales possano giocare i palloni che possono decidere le partite” sono state le parole della vigilia dell’ex tecnico dell’Espanyol.
Le ultime parole prima che il pallone torni di nuovo a rotolare sui campi della Liga: da stasera alle 22 sarà di nuovo fútbol, e sarà di nuovo Gran Derbi a Siviglia.

Giovanni Valenzasca